Milano e'...
Il Teatro Dal Verme


C’ era una volta un baraccone di legno, intitolato a Gaetano Ciniselli, "cavallerizzo onorario" di Sua Maestà il Re d'Italia, a cui fu offerto dai milanesi un circo nel 1864. Ma Ciniselli correva per l'Europa, cedendo il circo a Compagnie drammatiche. Incomincia così, come una favola, la lunga storia del Teatro Dal Verme, inaugurato il 5 aprile scorso con una grande manifestazione aperta (musica, prosa e riprese di temi, già articolati in conferenza stampa)
e un convulso trepidar di fotografi, schieratisi in vere e proprie ali all'arrivo del conte Dal Verme, a ricreare un quadro suggestivo,
degno dei grandi ingressi d'altri tempi. Nel ricordare l'antenato Francesco, che dette il nome dei conti al teatro, Carlo Dal Verme, 86
anni, avvocato, traccia il ritratto di un uomo assai lontano dall'austerità familiare consueta, abituato a frequentare bei centri, come Biarritz, la Costa Azzurra, Parigi, e amante del teatro e della lirica Siamo nel 1867. Effettuate talune migliorie, il Politeama Ciniselli mette in scena anche opere liriche, senza però sconfiggere il degrado fonte di
malumori nella zona. Si fa avanti Francesco Dal Verme, che avvezzo ad atmosfere d'altro tipo, pro-pone a Ciniselli di acquistarlo. Resa difficile dalle pretese esose, alla fine l'operazione va in porto.

Progettato dall'architetto Pestagalli, l'edificio, col nome dei Dal Verme, è inaugurato nel 1872 con Gli Ugonotti di Giacomo Meyerbeer. Ora è un teatro di tutto rispetto, con tremila posti, cinquantasei palchi e un palcoscenico per l'opera lirica. Tiene a battesimo alcune celebri prime: Le Villi (1884) di Giacomo Puccini, che l'anno dopo giungerà alla Scala, e i Pagliacci di Ruggero Leoncavallo (1892), per la bacchetta di Arturo Toscanini. Ma accoglierà serate di prosa, operette e perfino in-contri di boxe, con disdoro della critica colta, poco propensa a tali commistioni. Dal 1930 fu utilizzato come cinema. Ospitò a volte il teatro leggero e, nel 1950, riviste musicali. Vennero poi le bombe della guerra a cui seguì un parziale restauro. Ma la bella stagione era finita: ormai il Dal Verme era un teatro minore. Nel 1981 Anna Bonomi Bolchini, comproprietaria con altri dell'immobile, sottoscrisse la vendita del teatro. Trascorsero, fra beghe, molti anni. Spetterà alla giunta comunale, guidata da Gabriele Albertini, e a quella provinciale, presieduta da Ombretta Colli, acquistare nel 1998 lo spazio e avviare finalmente i lavori, portandoli a un reale compimento. Disponendo di locali diversi, la strut-tura si presta a vari usi. Sarà sede di concerti, incontri, convegni, dibattiti, presentazioni di libri. Sarà un centro d'idee, in una Milano che, nota il sindaco Albertini, "riflette sul valore della musica" e ha riscoperto la sua vena più autentica, che è di calore e vitalità culturale. Non vi avrà posto la lirica e il musical, perché in precedenza la RAI, ricorda l'assessore Gianni Verga, "volendo riservare il 70% della programmazione alla sua orchestra sinfonica, aveva modificato l'edificio, condizionandone l'assetto attuale". L'Auditorium dispone di due sale, una di 1.200 mq, con 2.000 mq di pavimento speciale a gradini per podio, platea e gradinate e 1.460 poltroncine, e un'altra più piccola dotata di 270 posti. Il Dal Verme non sarà un teatro di ri-porto. Se la RAI ne manterrà il 30%, la gestione è per il 70% affidata ai Pomeriggi Musicali, sotto la direzione del Maestro Aldo Ceccato. Ed è stato il maestro Ceccato a dirigere il concerto inaugurale con l'ouverture della Consacrazione della casa, la Fantasia per pianoforte, soli, coro e orchestra e la Sinfonia n.7 di Ludwig van Beethoven. Tra le varie personalità, c'erano in sala molti rappresentanti del mondo musicale, artistico e dello spettacolo, tra cui le attrici che in apertura hanno recitato brani milanesi, tratti da Carlo Dossi e da Giovanni Testori. Un bel mondo di ieri e anche di oggi. E' tramontato il pubblico del circo. A COLLOQUIO CON IL MAESTRO ALDO CECCATO "Maestro, quale sarà il ruolo specifico del Dal Verme?" "E' un recupero di cui Milano può essere orgogliosa. Il Dal Verme potrà essere il faro dell'attività musicale milanese, regionale e anche dell'Alta Italia. Potrà gestire una programmazione di orchestre simile a quella attuata a Madrid, dove giungono le grandi orchestre internazionali con cadenza almeno biennale. Le attuali carenze di carattere acustico, da qui a settembre saranno superate. Vi saranno rivestimenti in legno sulle pareti e pannelli al di sopra del soffitto per dare al suono più compattezza e riflesso". "Sarà a suo avviso un apporto significativo o una semplice co-abitazione la presenza in gestione della RAI?" "La RAI e tutte le istituzioni verranno integrate nell'attività del Dal Verme con uno scambio di artisti, di programmi e di pubblico, a cui si offrirà una possibilità di scelta su diversi piani, stili e formazioni" INTERVIEW Maestro, what role will be played by the Dal Verme? "One of recovery, of which Milan can be proud. The Dal Verme can be a guiding light for musical activity in Milan, the region and the whole of northern Italy. It can arrange for orchestral programs similar to those organized in Madrid, which is visited by big international orchestras every couple of years. Present acoustical difficulties will be overcome sometime between now and September. Wooden facings will be added to the walls and panels placed above the ceiling to make the sound more brilliant and compact". Will management by RAI (the Italian Broadcasting System) be an asset to your operations or simply a presence you will have to put up with? "RAI, like all other institutions, will become part of Dal Verme's activities through exchanges of artists, programs and audiences, who will be given a chance to choose what they want on various levels and in the areas of styles and line-ups".