| e un convulso trepidar
di fotografi, schieratisi in vere e proprie ali all'arrivo
del conte Dal Verme, a ricreare un quadro suggestivo,
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| degno
dei grandi ingressi d'altri tempi. Nel ricordare l'antenato
Francesco, che dette il nome
dei conti al teatro, Carlo Dal Verme, 86 |
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anni,
avvocato, traccia il ritratto di un uomo assai lontano dall'austerità
familiare consueta, abituato a frequentare bei
centri, come Biarritz,
la Costa Azzurra, Parigi, e
amante del teatro e della lirica Siamo
nel 1867. Effettuate talune migliorie, il Politeama Ciniselli
mette in scena anche opere liriche, senza però sconfiggere
il degrado fonte di |
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| malumori
nella zona.
Si fa avanti Francesco
Dal Verme, che avvezzo ad atmosfere d'altro tipo,
pro-pone a Ciniselli di acquistarlo. Resa difficile
dalle pretese esose, alla fine l'operazione va in
porto. |
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Progettato dall'architetto Pestagalli,
l'edificio, col nome dei Dal Verme, è inaugurato nel 1872 con
Gli Ugonotti di Giacomo Meyerbeer. Ora è un teatro di tutto rispetto,
con tremila posti, cinquantasei palchi e un palcoscenico per l'opera
lirica. Tiene a battesimo alcune celebri prime: Le Villi (1884)
di Giacomo Puccini, che l'anno dopo giungerà alla Scala, e i Pagliacci
di Ruggero Leoncavallo (1892), per la bacchetta di Arturo Toscanini.
Ma accoglierà serate di prosa, operette e perfino in-contri di
boxe, con disdoro della critica colta, poco propensa a tali commistioni.
Dal 1930 fu utilizzato come cinema. Ospitò a volte il teatro leggero
e, nel 1950, riviste musicali. Vennero poi le bombe della guerra
a cui seguì un parziale restauro. Ma la bella stagione era finita:
ormai il Dal Verme era un teatro minore. Nel 1981 Anna Bonomi
Bolchini, comproprietaria con altri dell'immobile, sottoscrisse
la vendita del teatro. Trascorsero, fra beghe, molti anni. Spetterà
alla giunta comunale, guidata da Gabriele Albertini, e a quella
provinciale, presieduta da Ombretta Colli, acquistare nel 1998
lo spazio e avviare finalmente i lavori, portandoli a un reale
compimento. Disponendo di locali diversi, la strut-tura si presta
a vari usi. Sarà sede di concerti, incontri, convegni, dibattiti,
presentazioni di libri. Sarà un centro d'idee, in una Milano che,
nota il sindaco Albertini, "riflette sul valore della musica"
e ha riscoperto la sua vena più autentica, che è di calore e vitalità
culturale. Non vi avrà posto la lirica e il musical, perché in
precedenza la RAI, ricorda l'assessore Gianni Verga, "volendo
riservare il 70% della programmazione alla sua orchestra sinfonica,
aveva modificato l'edificio, condizionandone l'assetto attuale".
L'Auditorium dispone di due sale, una di 1.200 mq, con 2.000 mq
di pavimento speciale a gradini per podio, platea e gradinate
e 1.460 poltroncine, e un'altra più piccola dotata di 270 posti.
Il Dal Verme non sarà un teatro di ri-porto. Se la RAI ne manterrà
il 30%, la gestione è per il 70% affidata ai Pomeriggi Musicali,
sotto la direzione del Maestro Aldo Ceccato. Ed è stato il maestro
Ceccato a dirigere il concerto inaugurale con l'ouverture della
Consacrazione della casa, la Fantasia per pianoforte, soli, coro
e orchestra e la Sinfonia n.7 di Ludwig van Beethoven. Tra le
varie personalità, c'erano in sala molti rappresentanti del mondo
musicale, artistico e dello spettacolo, tra cui le attrici che
in apertura hanno recitato brani milanesi, tratti da Carlo Dossi
e da Giovanni Testori. Un bel mondo di ieri e anche di oggi. E'
tramontato il pubblico del circo. A COLLOQUIO CON IL MAESTRO ALDO
CECCATO "Maestro, quale sarà il ruolo specifico del Dal Verme?"
"E' un recupero di cui Milano può essere orgogliosa. Il Dal Verme
potrà essere il faro dell'attività musicale milanese, regionale
e anche dell'Alta Italia. Potrà gestire una programmazione di
orchestre simile a quella attuata a Madrid, dove giungono le grandi
orchestre internazionali con cadenza almeno biennale. Le attuali
carenze di carattere acustico, da qui a settembre saranno superate.
Vi saranno rivestimenti in legno sulle pareti e pannelli al di
sopra del soffitto per dare al suono più compattezza e riflesso".
"Sarà a suo avviso un apporto significativo o una semplice co-abitazione
la presenza in gestione della RAI?" "La RAI e tutte le istituzioni
verranno integrate nell'attività del Dal Verme con uno scambio
di artisti, di programmi e di pubblico, a cui si offrirà una possibilità
di scelta su diversi piani, stili e formazioni" INTERVIEW Maestro,
what role will be played by the Dal Verme? "One of recovery, of
which Milan can be proud. The Dal Verme can be a guiding light
for musical activity in Milan, the region and the whole of northern
Italy. It can arrange for orchestral programs similar to those
organized in Madrid, which is visited by big international orchestras
every couple of years. Present acoustical difficulties will be
overcome sometime between now and September. Wooden facings will
be added to the walls and panels placed above the ceiling to make
the sound more brilliant and compact". Will management by RAI
(the Italian Broadcasting System) be an asset to your operations
or simply a presence you will have to put up with? "RAI, like
all other institutions, will become part of Dal Verme's activities
through exchanges of artists, programs and audiences, who will
be given a chance to choose what they want on various levels and
in the areas of styles and line-ups".
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